Tanti auguri a... Zozimo

Tanti auguri a... Zozimo

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1625 volte

Avrebbe compiuto oggi 82 anni Zózimo Alves Calazães, zagueiro tra i più eleganti a cavallo del 1960 e titolare del Brasile campione del mondo nel 1962. Fortunato con la Seleçao, sfortunato col club e nella vita.

BANDIERA DEL PICCOLO BANGU- Nato a Salvador de Bahia, è però a Rio de Janeiro che Zózimo trascorre quasi tutta la sua carriera, per lo meno la parte brasiliana. Cresce nelle giovanili del São Cristóvão e nel 1951 attira l’attenzione del Bangu, non una squadra di primo piano, visto che l’unico titolo statale l’ha vinto 20 anni prima, ma al giovane Zózimo sta bene. Anche perché non ha fretta, firmerà il primo contratto da professionista solo nel 1956, subito dopo aver debuttato in nazionale contro il Paraguay. Il Brasile si prepara alla Coppa del Mondo del 1958 e nulla viene lasciato al caso, tanto da organizzare una trasferta europea per prendere le misure al calcio del Vecchio Continente. Il titolare nel ruolo di leader del reparto arretrato è Orlando Peçanha, che avrà una carriera ben più luminosa, giocando anche nel Boca Juniors e nel Santos di Pelé. A Zózimo non resta che fare da spettatore nelle sei partite del torneo che vede sorgere ed esplodere la stella di Pelé e che si conclude col tanto atteso trionfo dei verdeoro.

IRIDATO IN CILE - Quattro anni dopo, senza mai aver nemmeno pensato di lasciare il Bangu, è finalmente titolare in una formazione che appare decisa a concedere il bis, tanto più che si gioca nel vicino Cile. Zózimo e i colleghi della difesa si occupano di blindare la porta di Gilmar, ma nella seconda partita, pareggiata con la Cecoslovacchia, si infortuna Pelé. Un brutto colpo, assorbito grazie all’ottimo impatto di Amarildo, che decide la successiva sfida con la Spagna e manda i suoi ai quarti. Da lì sarà una cavalcata, con dieci reti in tre partite contro Inghilterra, Cile e nuovamente Cecoslovacchia. Per Zózimo è finalmente il momento di esultare. La sua lucida regia difensiva, la sua eleganza nel giocare sempre a testa alta, lo fanno brillare nonostante come compagni di reparto abbia nientemeno che Nílton e Djalma Santos.

ADDIO BURRASCOSO - Tornato a incantare alla Moça Bonita, nome dello stadio del Bangu che significa “splendida ragazza”, Zózimo sfiora il titolo carioca in due occasioni. La seconda, nel 1965, segna un’insanabile frattura con la tifoseria, perché nella gara decisiva contro la Fluminense, che il Bangu sta conducendo per 2-1, gli avversari trovano il pareggio grazie a un calcio di rigore concesso per un suo tocco di mano su un cross. A nulla serviranno le successive scuse, i tifosi non gli perdoneranno l’errore considerandolo l’artefice principale del mancato successo, tanto da costringerlo ad andare via. Due brevi comparsate con Flamengo e Portuguesa e poi la decisione di chiudere la carriera all’estero, prima in Perù con lo Sporting Cristal e poi a El Salvador con l’Águila. Proprio coi salvadoregni inizierà la sua carriera di allenatore, proseguita nuovamente in Perù nello Sport Boys e terminata tragicamente come la sua vita nel 1977, con un terribile incidente stradale pochi mesi dopo essere tornato nella sua Rio de Janeiro per allenare i ragazzini del Bangu.

MONDIALI DISPUTATI: 2 (1958, 1962)

PARTITE DISPUTATE: 6

RETI SEGNATE: 0