Tanti auguri a... Rinat Dasaev

Tanti auguri a... Rinat Dasaev

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2325 volte

Festeggia i suoi 57 anni Rinat Fayzrakhmanovich Dasaev, il portiere della perestrojka. Numero 1 dell’ultima Unione Sovietica, quella abbattuta da un arcobaleno arancione.

EROE DEL POPOLO - La carriera di Dasaev si dipana quasi totalmente con la maglia dello Spartak Mosca, la più forte squadra russa, eterna rivale della Dinamo Kiev per il predominio del campionato sovietico. Vi arriva a 20 anni dopo gli inizi nel Volgar Astrakhan e nella squadra del popolo militerà fino al 1988 vincendo due campionati e guadagnandosi la nazionale con la vittoria del primo, nel 1979. L’anno dopo è titolare alle Olimpiadi di Mosca, con l’URSS grande favorita. Arriva però la sorprendente sconfitta in semifinale contro la DDR e Dasaev e compagni dovranno accontentarsi della medaglia di bronzo guadagnata battendo la Jugoslavia. Due anni dopo Dasaev sbarca per la prima volta nella sua vita in Spagna, c’è da disputare la Coppa del Mondo e lui, a 25 anni, è il guardiano dei pali di un’Unione Sovietica che punta in alto. L’esordio è brusco, ma la sconfitta contro il Brasile dei tanti fuoriclasse ci può stare. Seguono il facile successo sulla Nuova Zelanda e il pareggio con la Scozia, sufficiente a guadagnarsi la seconda fase alle spalle dei verdeoro. Contro Belgio e Polonia Dasaev farà il suo dovere, non prendendo gol, ma purtroppo i polacchi avranno la meglio per la differenza reti.

LA PARABOLA PERFETTA - Tornato in patria, Dasaev si conferma ogni anno tra i migliori portieri d’Europa, per tutti è l’erede di Lev Jascin, ma a lui manca sempre qualcosa, quell’acuto internazionale in grado di farlo sentire all’altezza dell’immenso Ragno Nero. Nel 1986, ai mondiali messicani, l’URSS è ancora temibile. Travolge l’Ungheria sotto sei gol e poi si accontenta del pareggio con la Francia di Platini. Nella terza partita, contro il debuttante Canada, Lobanovsky decide di lasciarlo a riposo in vista dell’ottavo di finale. L’avversario è il Belgio e per Dasaev sarà una delle giornate più brutte della sua carriera. Subisce ben quattro reti e a nulla valgono le tre realizzate dai compagni. Ai supplementari vanno avanti i belgi che poi si piazzeranno quarti. Altra delusione dunque, niente al confronto di quella di due anni dopo. All’Euro 88 l’URSS vola, vince il girone, batte l’Italia in semifinale e va a giocarsi il titolo a Monaco di Baviera contro l’Olanda, già sconfitta al primo turno. Sembra arrivato il gran giorno, nonostante i venti di cambiamento stiano cominciando a far scricchiolare sempre più rumorosamente il blocco orientale. A dargli il colpo di grazia, dal punto di vista calcistico, è Marco Van Basten, che si inventa uno dei più bei gol del secolo per chiudere la gara sul 2-0. Spettatore controvoglia è proprio Dasaev, che non può far altro che accennare un intervento, salvo arrendersi a quella parabola incredibilmente perfetta. Quel giorno, quel gol, sono un simbolo di un’era che finisce.

TRAMONTO SPAGNOLO - Dasaev si consola con il titolo di miglior portiere del mondo ottenuto a fine anno, e col trasferimento in Spagna, ingaggiato dal Siviglia dopo che il regime ha dato l’OK. La perestrojka sta facendo il suo corso e gli sportivi cominciano ad avere lo status di professionisti anche lì. In Spagna gioca per tre stagioni, trova la seconda moglie dopo la fine del primo matrimonio e smette col calcio. Prima però, nel 1990, è tempo di prendere parte al suo terzo mondiale. Lobanovsky l’ha ormai escluso dai titolari, come fa con tutti coloro che giocano all’estero, eppure lo manda in campo nella prima partita. È un’Unione Sovietica dimessa, manca pure l’iconica scritta CCCP sul petto, di lì a un anno tutto finirà e il mondiale italiano è un epilogo che più malinconico non si potrebbe. Dasaev è titolare a sorpresa nella prima partita, ma la Romania sembra quasi vendicarsi per i decenni di sottomissione, imponendosi per 2-0. Sarà la sua ultima partita in nazionale perché nelle successive, con l’ingiusta sconfitta contro l’Argentina e il largo quanto inutile successo sul Camerun, giocherà il suo sostituto Uvarov. Appesi i guantoni al chiodo, i primi anni del dopo-calcio saranno duri per Dasaev, rimasto in Spagna. Dopo il fallimento di un negozio di articoli sportivi rientra in patria e torna sul campo come assistente allenatore in nazionale e poi alla Torpedo Mosca, prima di diventare, ed esserlo a tutt’oggi, allenatore dei portieri della sua amata Spartak Mosca.

MONDIALI DISPUTATI:3 (1982, 1986, 1990)

PARTITE DISPUTATE: 9

RETI SEGNATE: 0