Tanti auguri a... Paul Mariner

Tanti auguri a... Paul Mariner

 di Oreste Giannetta articolo letto 1290 volte

Compie 61 anni oggi Paul Mariner, centravanti tra i più prolifici a cavallo tra anni Settanta e Ottanta e leader avanzato dell’Ipswich “europeo”.

UN TRATTORE INTERNAZIONALE - Il debutto di Mariner come professionista, dopo gli inizi amatoriali nel Chorley, arriva a 20 anni col Plymouth Argyle, del quale in breve tempo diventa la punta di diamante. Partecipa da protagonista alla promozione in seconda divisione, ma certo è un palcoscenico poco soddisfacente e quando nel 1976 arriva la chiamata di Bobby Robson, che sta guidando l’Ipswich nei suoi anni migliori, non può che rispondere sì. Coi Tractor Boys Mariner si impone come centravanti classico, capace di battagliare su ogni pallone coi difensori rudi della prima divisione. L’Ipswich chiude terzo e lui segna dieci gol, doppia cifra che riuscirà a raggiungere in tutte le stagioni di permanenza nel club, tranne nel 1982, quando salta molte partite per infortunio. Alla seconda stagione nell’Ipswich arriva la prima gioia, la vittoria della F.A. Cup contro l’Arsenal. Mancherà sempre il titolo nazionale, ma nel 1981 c’è la prima e finora unica gioia europea del club. Siamo nel pieno del periodo d’oro del calcio inglese, che domina il calcio europeo col Liverpool e non solo. L’Ipswich prende parte alla Coppa UEFA e supera a suon di gol, soprattutto in casa, Aris Salonicco, Bohemians Praga, Widzew Lodz, Saint-Étienne e Colonia. Il bomber è lo scozzese John Wark, ma anche Mariner da il suo contributo, segnando pure un gol nell’andata della finale contro gli olandesi dell’AZ, vinta 3-0. Il 2-4 del ritorno ad Amsterdam sarà ininfluente e arriverà il trofeo.

DELUSIONI IN BIANCO - Col calcio inglese così competitivo, ci si aspetta grandi cose dalla nazionale inglese di quegli anni. Arriveranno solo delusioni. Nel 1980 Mariner è riserva all’Europeo disputato in Italia. Entra solo negli ultimi minuti nella sconfitta con gli azzurri e poi nell’inutile successo sulla Spagna. Due anni dopo, recuperando a tempo di record da un infortunio, prende parte al mondiale spagnolo, stavolta da titolare e atteso protagonista di una squadra che non nasconde le proprie ambizioni e che si è qualificata dopo un inizio di campagna orribile grazie a un suo gol a Wembley contro l’Ungheria. La partenza è col botto, 3-1 alla Francia e sigillo finale proprio di Mariner. Sarà il suo unico gol mondiale, ma in seguito arriveranno comunque le vittorie su Cecoslovacchia e Kuwait che mandano gli inglesi alla seconda fase a punteggio pieno. E qui gli acciacchi di alcuni dei migliori giocatori, su tutti Keegan, frenano la corsa dell’Inghilterra, che sbatte sui muri eretti da Germania e Spagna, pareggiando entrambe le partite per 0-0 e dando via libera ai tedeschi verso la semifinale e poi la finale persa con l’Italia di Bearzot.

VECCHIO CANNONE - Dopo i mondiali la sua carriera prosegue su ottimi livelli per altre due stagioni. Nel 1983 viene eletto giocatore dell’anno, ma l’Ipswich dopo l’addio di Bobby Robson è ormai meno competitivo e nel 1984 Mariner accetta la corte dell’Arsenal. Nonostante sia titolare coi Gunners nella prima stagione e mezza, perde il posto in nazionale per l’ascesa di Mark Hateley, che pur essendo impegnato nella fallimentare esperienza milanista ha la fiducia di Bobby Robson, passato sulla panchina dei Leoni e alla loro guida nel mondiale del 1986. Ormai ultratrentenne, Mariner chiude con l’Arsenal nello stesso anno e dopo due stagioni al Portsmouth inizia un giro del mondo che lo porta in Australia, poi negli Stati Uniti con l’Albany Capitals, per chiudere a San Francisco a 40 anni con nel mezzo un passaggio a Malta nei Naxxar Lions. Proprio negli States inizia la carriera di coach, da assistente ai New England Revolutions, per poi mettersi in proprio nel 2009 tornando al suo vecchio club, il Plymouth Argyle. Non riesce a salvare i Pilgrims dalla retrocessione in terza divisione e nel 2011 torna in America a fare da assistente all’ex laziale Winter sulla panchina del Toronto FC del quale poi diventerà allenatore per sei mesi.

MONDIALI DISPUTATI: 1 (1982)

PARTITE DISPUTATE: 5

RETI SEGNATE: 1