Tanti auguri a... Pat Jennings

Tanti auguri a... Pat Jennings

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2001 volte

Compleanno numero 69 per Patrick Anthony Jennings, il portiere dell’Irlanda del Nord più forte del dopoguerra, quella capace di qualificarsi per due volte di fila ai mondiali negli anni Ottanta.

GOLEADOR PER UN GIORNO - Portiere completo, che fa del piazzamento la sua dote migliore, Jennings non è di quegli estremi difensori che amano strappare applausi al pubblico con tuffi scenografici ed è anche impeccabile nelle uscite sull’attaccante lanciato a rete. Lo scova nel Newry Town, la squadra dove è cresciuto, il Watford, che lo porta a Londra nel 1963. Resterà nella capitale inglese per oltre 20 anni. Una sola stagione in terza divisione con gli Hornets è sufficiente per attirare l’attenzione del Tottenham e per guadagnarsi l’esordio in nazionale, arrivato nel maggio del 1964 contro il Galles nella stessa partita dell’esordio di George Best. Nei successivi tredici anni Jennings diventa una bandiera degli Spurs, idolo dei tifosi grazie alle sue parate. E grazie a un gol. Succede nel 1967, nella finale di Charity Shield, la Supercoppa inglese. Il Tottenham ci arriva come vincitore della F.A. Cup e affronta all’Old Trafford i campioni nazionali del Manchester United. Finirà 3-3 e le due squadre si divideranno il trofeo tenendolo sei mesi a testa, ma il secondo gol del Tottenham lo segnerà proprio Big Pat, direttamente dalla sua area, con un rinvio talmente potente da sorprendere dopo un rimbalzo il portiere avversario Stepney e infilarsi in rete. Oggi internet ne farebbe un idolo internazionale, lui negli anni Sessanta deve accontentarsi di esserlo del suo club. I tifosi impazziscono per Jennings, che negli anni successivi conquista due League Cup, ma soprattutto la Coppa UEFA del 1972, secondo trionfo europeo del club dopo la Coppa delle Coppe di nove anni prima. Questa arriva dopo una doppia finale-derby contro il Wolverhampton, battuto al Molineux e poi bloccato sul pareggio a White Hart Lane anche grazie alle parate del portierone nordirlandese. Cinque anni dopo, quando ha superato i 30 anni, il Tottenham dice stop. La dirigenza pensa che la sua carriera sia ormai agli sgoccioli e lo lascia andare. Errore madornale, lui ha ancora una decina d’anni davanti a sé e li trascorrerà tra le fila degli acerrimi rivali dell’Arsenal.

TRADIMENTO PERDONATO - Di solito chi passa il confine tra le due protagoniste del North London Derby diventa automaticamente un traditore, ma non è il caso di Jennings. Troppo è il rispetto che si è guadagnato tra i fan degli Spurs, perché possano anche solo criticarlo, tanto più che sanno come sia stata una scelta della società. Lui, intanto, con l’Arsenal conferma il suo feeling con le coppe. Vince la F.A. Cup nel 1979, dopo uno spettacolare 3-2 sul Manchester United e l’anno dopo è decisivo contro la Juventus nella semifinale di Coppa delle Coppe, mantenendo inviolata la propria porta nel ritorno al Comunale, salvo poi cedere ai rigori in finale contro il Valencia del campione del mondo Mario Kempes, allenato da Alfredo Di Stéfano. Nel 1982, a 37 anni, l’Arsenal sembra puntare su George Wood, portiere nel giro della nazionale scozzese. Molti vedono Jennings ormai prossimo al ritiro, ma non sarà così. Riesce a riconquistare il posto da titolare e costringe Wood ad andarsene al Crystal Palace a fine stagione. Lui resterà ad Highbury fino al 1985. Ha 40 anni, ma l’estate successiva è quella del mondiale messicano. Ha bisogno di una squadra ed ecco riapparire il grande amore, il Tottenham, che lo ingaggia e lo fa giocare nelle gare di F.A. Cup per restare in allenamento e non perdere la Coppa del Mondo.

CHIUSURA MONDIALE - Sì, perché a 40 anni suonati Jennings è ancora il titolare della Green and White Army, lo è rimasto da quel 1964 superando le 100 presenze, primo a riuscirci. E non vuole fermarsi alle soglie del mondiale. Ci ha già partecipato una volta, ma quanto ha dovuto lottare per conquistarlo!Nel   1965 cede alla Svizzera di un punto, complice l’inopinato pareggio in Albania all’ultimo turno. Quattro anni dopo l’URSS è troppo forte, mentre ai mondiali degli anni Settanta non va nemmeno vicino. Finalmente, nel 1982, i nordirlandesi sfruttano l’aumento di posti da 16 a 24 guadagnandosi il secondo posto alle spalle della Scozia, ma precedendo Svezia e Portogallo. E in Spagna, anche grazie alle parate di Jennings, non faranno affatto le comparse, anzi. Dopo i pareggi contro Jugoslavia e Honduras arriva la vittoria proprio sulle Furie Rosse che vale il primo posto nel girone davanti ai padroni di casa. Nella seconda fase, però, dovranno arrendersi alla Francia, troppo forte. Quel poker di gol subito da Platini e compagni a Jennings non va giù. Vuole tornare in Coppa del Mondo e come detto ci riesce. Nelle qualificazioni l’Irlanda del Nord fa da damigella all’Inghilterra, eliminando l’ambiziosa Romania di Hagi, ma stavolta in Messico non basterà l’esperienza di Jennings per raggiungere gli ottavi di finale. Il pareggio iniziale con l’Algeria sarà l’unico punto conquistato. Seguiranno la vendetta degli spagnoli e poi il netto 3-0 subito dal Brasile, in quella che diventa l’ultima partita in carriera di Big Pat. Il futuro napoletano Careca, con una doppietta, non ha pietà del monumento, ma non importa, non è certo questa sconfitta che scalfirà l’immagine di uno dei migliori portieri al mondo a cavallo tra anni Settanta e Ottanta.

MONDIALI DISPUTATI: 2 (1982, 1986)

PARTITE DISPUTATE: 7

RETI SEGNATE: 0