Tanti auguri a... Michel Platini

Tanti auguri a... Michel Platini

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2306 volte

Compleanno numero 59 per Michel François Platini, oggi presidente della UEFA, ma negli anni Ottanta secondo solo a Maradona. Gli mancherà sempre la vittoria della Coppa del Mondo.

VERDE PROMESSA - Di origini italiane, il nonno si era trasferito in Francia dalla provincia di Novara, il piccolo Michel viene avviato al calcio dal padre, ex centrocampista di livello discreto che rinuncerà alla carriera per studiare matematica. È lui il suo primo allenatore, quello che ne cura in maniera maniacale l’aspetto tecnico, il resto arriverà passando dalle giovanili del Jœuf, la squadra della città dove vivono, al Nancy, per poi sbocciare definitivamente col Saint-Étienne. Quando firma per i Verts, comunque, ha già vinto una coppa nazionale decidendo la finale contro il Nizza con un suo gol e ha sfiorato l’Italia, firmando nel 1978 un pre-contratto con l’Inter, che poi però non darà seguito all’accordo una volta riaperte le frontiere. Un mistero, anche perché nel frattempo Platini ha disputato il suo primo mondiale, quello argentino del 1978, segnando pure una rete ai padroni di casa nella seconda sconfitta, dopo quella con l’Italia al debutto, che costa l’eliminazione ai Bleus, poi inutilmente vittoriosi con l’Ungheria. L’anno dopo, come detto, va al Saint-Étienne, vince il campionato del 1981 e nel 1982 è ormai il leader di una Francia che sbarca in Spagna ambiziosa come non mai.

RITORNO ALLE ORIGINI - I transalpini schierano quello che senza dubbio è il centrocampo più forte del mondo. A formare il cosiddetto quadrato magico, oltre a Platini, ci sono campioni come Tigana, Giresse e Rocheteau, eppure la Francia parte male perdendo dall’Inghilterra. Nella facile vittoria col Kuwait Platini segna il gol del 2-0 e poi basta il pareggio con la Cecoslovacchia per andare alla seconda fase. Saltato il successo di misura con l’Austria per una condizione non ottimale, Platini è in campo nella larga affermazione sull’Irlanda del Nord che vale la seconda semifinale della storia francese, 24 anni dopo quella del 1958. Di fronte, la Germania Ovest campione d’Europa. Platini rimedia su rigore al vantaggio tedesco, ma poi nei supplementari i francesi sembrano prendere il largo regalando momenti di gioco esaltante. A quel punto, però, esce fuori la loro mania di specchiarsi, piuttosto che mantenere il risultato, e i tedeschi li puniscono rimontando il doppio svantaggio e poi battendoli ai calci di rigore. Un duro colpo, tanto che per la delusione Michel non giocherà nemmeno la finale di consolazione, persa dai compagni contro la Polonia di Boniek. Proprio quel Boniek che pochi mesi dopo ritrova alla Juventus, squadra dove si trasferisce alla fine del torneo in cerca di un club che possa dargli gli allori continentali che gli mancano. Un ritorno in Italia che per lui ha un significato speciale, pensando al viaggio del nonno.

LE ROI SUL TRONO - In bianconero vive mesi difficili all’inizio, complice qualche incomprensione con Trapattoni che ha un’idea del gioco ben diversa dalla sua, improntata sul calcio champagne. Smaltita la pubalgia, però, fa in tempo a finire la stagione alla grande e vincere il primo di tre titoli consecutivi di capocannoniere, un lusso, considerato che non è un attaccante. Con la Juventus conquisterà due campionati, una Coppa Italia, ma soprattutto quei trofei internazionali tanto attesi da lui e dalla società. Nel 1984 fa sua la Coppa delle Coppe contro il Porto, mentre l’anno dopo può finalmente issarsi sul tetto d’Europa segnando il rigore decisivo nella sfida col Liverpool macchiata tragicamente dalla morte di 39 tifosi juventini. Nel mezzo di quel periodo magico, impreziosito da tre Palloni d’oro consecutivi tra 1983 e 1985, trascina la Francia sul trono di regina d’Europa conquistando l’Europeo casalingo del 1984 chiuso con 8 reti, un record ancora imbattuto per quello che a tutti gli effetti adesso è Le Roi. Viatico massimo per volare in Messico al suo terzo mondiale con ambizioni rinnovate. Ancora una volta, però, i galletti cadono sul più bello e ancora una volta in semifinale contro la Germania Ovest, stavolta senza bisogno dei supplementari. Eppure era stato forse il suo miglior torneo iridato, coi gol importanti per eliminare l’Italia campione in carica e il Brasile, sconfitto ai rigori nei quarti. L’anno dopo, poi, chiuderà definitivamente col calcio, ancora relativamente giovane, ma deciso a non vivere il crepuscolo sul campo. Prova a fare il C.T., ma la sua Francia non si qualifica per Italia 90 e va male anche al successivo Europeo. Meglio darsi alla politica, dopo aver organizzato il mondiale del 1998, arrivando alla presidenza dell’UEFA.

MONDIALI DISPUTATI: 3 (1978, 1982, 1986)

PARTITE DISPUTATE: 14

RETI SEGNATE: 5