Tanti auguri a... Cyrille Makanaky

Tanti auguri a... Cyrille Makanaky

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 3318 volte

49 anni fa nasceva Cyrille Thomas Makanaky, non un fuoriclasse, ma uno dei simboli del Camerun del 1990. Le sue treccine brilleranno soltanto in quell’estate, ma c’è un prima e c’è un dopo. Con qualche soddisfazione.

CHE NOTTI QUELLE NOTTI - Nel 1990 non c’è internet, non c’è una copertura del calcio quasi asfissiante come oggi. Non si sa tutto di tutti, il Camerun è un autentico mistero quando sbarca in Italia per il suo secondo mondiale. Certo, otto anni prima i Leoni Indomabili hanno fatto sudare sette camicie a Bearzot e ai suoi ragazzi, ma chi se li ricorda? Chi li ha più visti da allora? Dopo sarà tutta un’altra storia, diventeranno autentiche icone. C’è il portiere N’Kono, l’idolo di un Buffon ancora bambino, e c’è Omam-Biyik, che con la sua inzuccata manda al tappeto Maradona e la sua Argentina. C’è Roger Milla, un vecchietto terribile che segna come i migliori bomber del momento e che segnerà anche dopo. E poi c’è un centrocampista che non smette mai di far ballonzolare le sue treccine per tutto il campo, difendendo e poi appoggiando le punte. Energia pura per Cyrille Makanaky, il cui nome curioso, unito al look, lo aiuta a imprimersi a fuoco nella memoria dei ragazzini che guardano in TV le partite del suo Camerun. Omam-Biyik affossa di testa l’Argentina, ma chi è che interviene su quel cross sballato impennandolo e permettendo al compagno di colpire? Makanaky, ovvio. Gioca tutte le partite, uscendo presto in un paio di occasioni perché le sue corse a perdifiato non possono durare in eterno. I 120 minuti del quarto di finale contro l’Inghilterra, invece, li fa tutti e tutti di corsa, senza pensare. Avrà tempo dopo, lui con i compagni, di pensare all’occasione sfumata, sul 2-1 a poco più di venti minuti dal termine, prima che due rigori di Lineker facciano sfumare la prima semifinale africana di sempre.

EROE D’AFRICA - Makanaky poteva essere sconosciuto a noi italiani, ma non certo nel suo Paese. Da sempre in Francia, dove si era formato, aveva giocato con Gazélec Ajaccio, la seconda squadre del capoluogo corso, e poi in Ligue 1 con Lens e Toulon (in realtà con non molta fortuna, giusto una quarantina di presenze in tre stagioni). Nel 1987, quando ad Ajaccio era un idolo, l’esordio in nazionale in tempo per partecipare alla Coppa d’Africa dell’anno successivo. Non ha ancora le treccine, ma è titolare indiscutibile e segna pure il gol partita in semifinale al Marocco padrone di casa, con un destro deviato da fuori area che vale la finalissima. Avversaria la Nigeria, già affrontata al primo turno, e battuta con un calcio di rigore di Kundé, un altro dei protagonisti di Italia 90, che varrà il secondo titolo continentale nella storia dei Leoni. Pochi mesi prima del mondiale italiano Makanaky e il Camerun prenderanno parte alla successiva Coppa d’Africa, ma andrà decisamente peggio: fuori al primo turno battendo solo il Kenya. Evidentemente la concentrazione era tutta riservata per la Coppa del Mondo.

LEONE GIRAMONDO - La visibilità del mondiale gli regala un ingaggio in Spagna, nel Málaga, che si trova in seconda divisione, ma che nel 1992 fallisce lasciandolo appiedato. Dopo la sua terza Coppa d’Africa, finita al quarto posto dopo aver perso ai rigori contro la Costa d’Avorio futura vincitrice, passerà per una stagione al Villarreal, appena risalito dall’anonimato della Segunda B per iniziare la scalata che lo porterà fino alla semifinale di Champions League. Di quella scalata Makanaky occupa solo il primo gradino, se ne andrà a fine stagione. Per la sua tappa successiva sceglie una destinazione inusuale, il Maccabi Tel Aviv col quale nel 1994 vince il campionato israeliano. Poi un balzo ancora più esotico, fino in Ecuador, nel Barcelona SC dove diventa in fretta un idolo, pur senza più le treccine caratteristiche. Vincerà due campionati, con nel mezzo un’ultima stagione francese nuovamente ad Ajaccio. Chiuderà col calcio nel 1997 e dopo essersi proposto come guida della nazionale in previsione di Francia 98 lascerà definitivamente il mondo del calcio. Oggi è un promotore immobiliare, niente di più lontano da quel tuttocampista che in quell’estate del 1990 accese l’immaginazione di milioni di spettatori in tutto il mondo.

MONDIALI DISPUTATI: 1 (1990)

PARTITE DISPUTATE: 5

RETI SEGNATE: 0