Storia e curiosità di Uruguay-Italia

Storia e curiosità di Uruguay-Italia

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1934 volte

Sei mondiali in campo. Nessuna gara di questa prima fase è così titolata. Di fronte le squadre vincitrici delle prime quattro Coppe Rimet, ma per loro c’è disponibile un solo posto per gli ottavi di finale, visto che l’altro se l’è preso incredibilmente la Costa Rica.

L’eliminazione al primo turno sarebbe un passo indietro di oltre dieci anni per l’Uruguay, che prima del sorprendente quarto posto colto in Sudafrica era uscito precocemente nel 2002, al suo ritorno in Coppa del Mondo dopo un’assenza di due edizioni. Già altre due volte, comunque, la Celeste era uscita subito. Nel 1962 e nel 1974.

L’Italia ha due risultati su tre per proseguire il proprio cammino, ma certo vede all’orizzonte una seconda eliminazione al primo turno che sarebbe un ritorno indietro agli anni più bui della sua storia, quelli dei primi decenni del dopoguerra, quando tra 1950 e 1966 non superò mai la prima fase, addirittura non qualificandosi nel 1958. Dal 1970 in poi, e fino alla fallimentare spedizione sudafricana, solo nel 1974 l’Italia non era riuscita a passare alla seconda fase. E occhio a uscire senza segnare, perché sarebbe il peggior score in attacco in compagnia del 1966, l’anno della Corea del Nord e dell’accoglienza al ritorno in patria a colpi di pomodori.

Nonostante sia una classica, in Coppa del Mondo le due squadre si sono affrontate solo due volte e l’Uruguay non ha mai segnato. Nel 1970 la premiére, che è anche assoluta. Il teatro è il girone iniziale del mondiale messicano, uno dei più noiosi di sempre coi suoi soli 6 gol segnati in altrettante gare. Entrambe vincono la prima partita e poi si accontentano del pareggio a reti bianche nello scontro diretto. All’ultima giornata nessuna delle due vincerà, ma riusciranno comunque a guadagnarsi la qualificazione per poi arrivare tra le prime quattro.

Venti anni dopo arriva il secondo rendez-vous ed è sicuramente la gara più importante, visto che si tratta dell’ottavo di finale di Italia 90. La Celeste, certo non più quella di un tempo, cede opponendo grinta e poco altro ai colpi di Schillaci e Aldo Serena, che nella ripresa fanno esplodere di gioia l’Olimpico. Era il 25 giugno, quindi domani saranno 24 anni esatti.

Insomma, a guardare solo le sfide “mondiali” c’è di che sorridere, ma se gettiamo uno sguardo agli altri sei confronti qualche timore sorge, anche perché è proprio da quella notte magica che l’Italia non vince senza l’aiuto dei calci di rigore. Sì, perché proprio ai rigori gli azzurri hanno conquistato il terzo posto nell’ultima Confederations Cup, l’anno scorso, al termine di una gara per una volta spettacolare che ha visto l’Italia andare due volte in vantaggio con Astori e Diamanti (entrambi non presenti) e sempre raggiunta da Cavani (che invece ci sarà, eccome). Ai rigori saranno poi decisivi gli errori di Forlán, Cáceres e Gargano, mentre degli italiani sbaglierà il solo De Sciglio.

Oltre ai precedenti ufficiali ne esiste anche uno ufficioso, risalente al gennaio del 1981. L’ambito è la Copa de Oro de Campeones Mundiales, più comunemente noto come Mundialito, un torneo disputato proprio in Uruguay a cavallo del Capodanno del 1981 tra le nazionali vincitrici di un mondiale, con l’Olanda al posto dell’Inghilterra. Una sorta di Confederations Cup ante litteram, dunque, che vede trionfare proprio i padroni di casa, capaci al primo turno di eliminare l’Italia con un secco 2-0 firmato da Julio Morales, attaccante esperto che in Europa aveva fatto la felicità solo dell’Austria Vienna, e da Waldemar Victorino. El Piscador, centravanti del Nacional, sbarcherà in Italia l’anno dopo tra squilli di tromba, ingaggiato dal Cagliari, ma se ne tornerà in patria in breve tempo, consegnato eternamente alla galleria dei Bidoni.

Restano quattro amichevoli nelle quali l’Italia ha esultato solo una volta, a Milano nel 1980, con un colpo di testa sotto misura di Graziani. Poi due pareggi per 1-1 e la brutta sconfitta subita a Roma nel 2011, in una gara organizzata nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Gol lampo di Fernández e Italia incapace di reagire. Va detto che dei titolari di quella sera oggi ce ne saranno solo cinque in campo dall’inizio.

Chiudiamo con una nota di speranza, perché se è vero che oggi basta un pareggio per passare il turno, ebbene, l’Italia non perde al novantesimo contro squadre sudamericane dal 1978, quando cedette al Brasile nella finale di consolazione. Da allora vittorie, pareggi, e due dolorosissime sconfitte ai rigori contro l’Argentina nel 1990 e il Brasile quattro anni dopo, ma almeno questo rischio oggi non lo si correrà.