Storia e curiosità di Spagna-Olanda

Storia e curiosità di Spagna-Olanda

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1790 volte

Se come in passato la gara inaugurale fosse stata giocata dalla squadra campione in carica, questo mondiale sarebbe iniziato come era finito il precedente. Per la prima volta le due finaliste della precedente edizione si affrontano nella prima fase di quella successiva. Si riparte dunque dal quel gol di Iniesta che ha mandato la Spagna in Paradiso e l’Olanda per l’ennesima volta in Purgatorio.

E pensare che la Spagna non batteva l’Olanda addirittura dal 1983, quando durante le qualificazioni per l’Europeo dell’anno dopo si impose di misura a Siviglia con un calcio di rigore trasformato da Juan Antonio Señor, canterano del Real poi diventato una bandiera a Zaragoza dove vincerà una Copa del Rey. La Spagna poi si guadagnerà la qualificazione alla fase finale, pur perdendo il retour match a Rotterdam, nella quale cederà soltanto in finale alla Francia di Platini.

La finale di Johannesburg è stata anche la prima sfida tra le due formazioni giocata in campo neutro, se si eccettua la primissima, durante le Olimpiadi di Anversa del 1920, che però non è riconosciuta dalla FIFA. In tutte le altre amichevoli disputate via via in casa di una o dell’altra, quasi sempre il risultato è stato deciso dal fattore campo, eccetto quella del 2000 giocata a Siviglia e vinta dagli olandesi, reduci dalla delusione dell’Europeo casalingo, per 2-1 con rete decisiva di Frank De Boer e un’espulsione per parte, proprio ai danni degli autori dei primi due gol, Hierro e Hasselbaink.

A dare speranza a un’Olanda che a quattro anni di distanza sembra essere rimasta più indietro rispetto agli spagnoli, la cattiva tradizione delle Furie Rosse negli esordi mondiali. Dal 1954 a oggi, infatti, hanno vinto solo due volte, nel 2002 con la Slovenia e nel 2006 con l’Ucraina, entrambe esordienti assolute. Nel mezzo tante sconfitte brucianti, su tutte il 2-3 subito dalla Nigeria nel 1998 che alla fine costò l’eliminazione al primo turno nonostante un approccio al torneo da parte degli spagnoli con tante speranze, frutto anche del ritorno del Real Madrid sul tetto d’Europa arrivato poche settimane prima.

Decisamente migliore l’approccio alla Coppa del Mondo dell’Olanda, almeno secondo tradizione. Per gli Orange due sole sconfitte all’esordio, che risalgono però agli anni Trenta quando la loro competitività era molto minore e quando vennero eliminati agli ottavi da Svizzera e Cecoslovacchia. Nel primo caso, almeno, segnarono le loro prime reti “mondiali”, la prima in assoluto fu quella di Johannes “Kick“ Smit, eccezionale cannoniere di quegli anni con la maglia dell’Haarlem. Qualche mezza battuta d’arresto però è arrivata anche più recentemente. Come l’1-1 con l’Egitto a Italia 90, quando i campioni d’Europa in carica si fecero impattare nel finale la rete dell’ex di Pisa e Torino Wim Kieft. Poi pareggiarono anche le successive due partite finendo terzi e ripescati dietro l’Irlanda dopo un sorteggio. Più prevedibile, invece, il pareggio senzareti col Belgio del 1998, seguito da due vittorie senza subire gol nel 2006 e nel 2010, che fanno sì che l’ultimo gol subito dall’Olanda all’esordio risalga al 1994, nel 2-1 in rimonta sulla sorprendente Arabia Saudita, andata in vantaggio con Fuad Amin e superata con l’interista Jonk e con la promessa mai completamente sbocciata Gaston Taument.