Storia e curiosità di Spagna-Cile

Storia e curiosità di Spagna-Cile

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1721 volte

A quattro anni di distanza Spagna e Cile finiscono ancora una volta nello stesso girone, curiosamente era successo in un altro mondiale, quello del 1950 giocato proprio in Brasile. In entrambi i casi il risultato ha arriso agli spagnoli, che anche in questo torneo confermano la tradizione che li vuole quasi sempre affrontare almeno una sudamericana in ogni edizione, escluse quelle del 1982 e del 2006.

Nel 1950 il 2-0 finale fu firmato da Estanislau Basora, ala e bandiera del Barcellona dell’immediato dopoguerra, e da Telmo Zarra, implacabile bomber dell’Athletic Bilbao al quale è stato intitolato il trofeo assegnato al miglior marcatore di nazionalità spagnola della Liga. Con quel successo la Spagna si qualificò al girone finale che chiuse al quarto posto, miglior piazzamento fino alla vittoria del 2010.

Il 2-1 di quattro anni fa a Pretoria, invece, ha le firme di David Villa, Andrés Iniesta e di Rodrigo Millar, che fu anche l’ultimo a segnare alla Spagna in quel torneo. Al Cile la sconfitta non costò molto, perché nel frattempo la Svizzera pareggiava e lasciava campo libero verso gli ottavi di finale dove il Brasile impose lo stop.

Ai cileni non farà certo piacere sapere che la Spagna non perde ai mondiali contro squadre sudamericane dal 1986, 0-1 col Brasile firmato da Sócrates comunque ininfluente per il passaggio del turno, e che abbia vinto le ultime tre, quella con loro e, prima e dopo, col Paraguay. Tanto più che oltre ai due incontri “iridati”, hanno disputato altre otto gare contro le Furie Rosse, tutte amichevoli, senza mai riuscire a vincere e raccogliendo solo due pareggi, il secondo proprio nell’ultimo confronto del settembre scorso, a Ginevra, con Soldado e Jesús Navas a rimontare due volte le reti dello scatenato Edu Vargas, mai visto così incisivo a Napoli.

Il primo pareggio, che risale invece al 1981, è anche l’ultimo confronto giocato in Sudamerica, a Santiago, e porta le firme di due bomber tra i più prolifici di quel periodo. Per il Cile Carlos Caszely, cannoniere storico del Colo Colo, col quale aveva sfiorato la vittoria in Copa Libertadores prima di farsi valere anche in Spagna con le maglie di Levante ed Espanyol. Per la Spagna Jesús Satrústegui, suo omologo della Real Sociedad, condotta proprio quell’anno alla vittoria del primo titolo nazionale, bissato l’anno successivo.