Storia e curiosità di Olanda-Messico

Storia e curiosità di Olanda-Messico

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2216 volte

Non bastasse il fatto che l’Olanda finora è stata forse la nazionale più convincente del mondiale, a complicare le cose per il Messico c’è anche il fatto che non batte gli Orange dal 1961. Prima che gli olandesi diventassero una potenza, con l’esplosione del Calcio Totale degli anni Settanta, la Tricolor aveva infatti disposto di loro comodamente in due occasioni.

La prima nel 1960 a Città del Messico, un 3-1 nel quale la nota più interessante è la presenza dell’arbitro peruviano Arturo Yamasaki, quello della “Partita del secolo”, Italia-Germania 4-3 di dieci anni dopo, quando aveva già assunto la nazionalità messicana. Nel 1961, come detto, il Messico rende la visita all’Olimpico di Amsterdam e si impone nuovamente, stavolta per 2-1. Inutile la rete di un quasi quarantenne Faas Wilkes, il Tulipano volante, primo olandese a militare in Serie A, negli anni Cinquanta, con le maglie di Inter e Torino.

Per oltre 30 anni Olanda e Messico non si incrociano più, fino al 1998. Finiscono nello stesso girone a Francia 98, ma nel febbraio di quell’anno va in scena un’anteprima a Miami che vede finalmente la vittoria degli arancioni, ben più competitivi che in passato. La doppietta di Kluivert e il sigillo di Jonk mettono K.O. i messicani già nei primi venti minuti, anche se nella ripresa riusciranno ad accorciare le distanze fino al 3-2 finale.

Francia 98 dunque, in un girone dove sono presenti anche Belgio e Corea del Sud. Le due squadre arrivano appaiate in testa all’ultimo turno. Basta un pareggio per assicurarsi la qualificazione a braccetto, tanto più che nel frattempo i belgi non riescono a superare le Tigri d’Asia. Alla fine finisce proprio in parità, un bel 2-2 nel quale l’Olanda va sul doppio vantaggio con Cocu e Ronald De Boer, per poi venire raggiunta in pieno recupero da Luis Hernández, dopo che la gara era stata riaperta da Ricardo Peláez, attaccante dal buon feeling col gol che però non approderà mai in Europa, così come il suo biondo collega di reparto, leader della squadra a cavallo del 2000. In quel mondiale, poi, l’Olanda arriverà fino alla semifinale, ritrovata dopo 20 anni, mentre il Messico cederà agli ottavi contro la bestia nera Germania.

Dopo quell’unico precedente “mondiale”, le due nazionali si affrontano in altre due amichevoli, finite sempre con la vittoria olandese. Nel 2006 a Eindhoven, subito prima del debutto mondiale per entrambe. Borgetti illude i centroamericani, raggiunti e superati da Heitinga e Ryan Babel a inizio ripresa. Stesso risultato quattro anni dopo, sempre in una delle ultime gare di preparazione alla Coppa del Mondo. L’Olanda di Van Marwijk, che poi arriverà fino alla finale, mostra un Van Persie in grande spolvero, autore di una doppietta nel primo tempo. Il Chicharito Hernández, suo attuale compagno di squadra a Manchester, accorcerà nella ripresa, ma non andrà oltre.

Messico dunque alla ricerca di un successo che sarebbe storico anche perché mai, prima d’ora, ha raggiunto i quarti di finale lontano dai propri stadi. Anche per questo l’Olanda è la favorita, con la possibilità di entrare tra le prime otto per la seconda volta consecutiva, cosa riuscitale già nei gloriosi anni Settanta e tra 1994 e 1998.