Storia e curiosità di Olanda-Argentina

Storia e curiosità di Olanda-Argentina

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2809 volte

Otto confronti tra le due squadre e una sola vittoria argentina. Una buona notizia per gli olandesi, se non fosse che quella sconfitta è stata l’unica partita giocata in Sudamerica e che è un ricordo dolorosissimo per loro, la finale del 1978 giocata al Monumental e vinta ai supplementari dall’Albiceleste per 3-1. Una finale epica, per gli olandesi, giocata in un clima apertamente ostile, essendo in casa degli avversari, con un arbitraggio vistosamente a favore della squadra del regime di casa, “obbligata” a vincere. Eppure una partita che quasi riuscirono a vincere loro, non fosse stato per il palo che allo scadere interruppe la corsa del tiro di Rob Rensenbrink, dopo che il trequartista del Roda JC Dick Nanninga, entrato nella ripresa per Rep, era riuscito a pareggiare il vantaggio firmato da Kempes. Si andò invece ai supplementari, dove lo scampato pericolo e una condizione fisica migliore permisero all’Argentina di segnare due volte, con lo stesso Kempes e con Bertoni, e di conquistare finalmente il loro primo titolo mondiale.

Quella fu anche una vendetta dei sudamericani per quanto successo quattro anni prima, quando nel giro di un mese subirono otto reti dall’Arancia Meccanica. A fine maggio in amichevole ad Amsterdam, in quella che è anche la prima sfida in assoluto. Una classica prova di forza di Cruyff e compagni, a segno con quattro giocatori diversi, mentre gli argentini risposero solo con Rubén Ayala, lungocrinito centravanti dell’Atlético Madrid che l’anno dopo darà il suo contributo per battere i connazionali dell’Independiente e vincere la Coppa Intercontinentale. Dopo un mese, come detto, Argentina e Olanda si trovano di fronte nel girone della seconda fase, a Gelsenkirchen. È la prima giornata e gli olandesi fanno subito capire che per il posto in finale non ce ne sarà per nessuno. Altri quattro gol, stavolta con una doppietta di un Cruyff che quel giorno sfiora la perfezione.

L’anno dopo della finalissima del Monumental, le due squadre si ritrovano a Berna per un’amichevole commemorativa. Finisce 0-0, ma si decide di andare ai calci di rigore e ancora una volta hanno la meglio gli uomini di Menotti, tra i quali adesso trova spazio anche il giovane Maradona. Sarà la sua unica sfida all’Olanda, perché dopo di allora bisogna aspettare quasi 20 anni per rivedere le due nazionali una contro l’altra.

L’occasione è la Coppa del Mondo giocata in Francia nel 1998, il teatro i quarti di finale. Fino a quel pomeriggio di Marsiglia ha destato migliore impressione l’Argentina, anche se ha eliminato l’Inghilterra, rimasta in dieci per l’espulsione di Beckham, soltanto ai calci di rigore. L’Olanda, dal canto suo, è andata avanti di piccolo cabotaggio sia nel girone che nell’ottavo contro la Jugoslavia, sconfitta solo all’ultimo respiro grazie a una botta da fuori di Edgar Davids. La partita del Vélodrome è divertente fin dalle prime battute, col vantaggio di Kluvert al termine di una bella azione olandese e il rapido pareggio del Piojo Claudio López, allora ancora al Valencia, bravo a prendere in controtempo la difesa avversaria. Poi, complice il gran caldo e le squadre ridotte in dieci per le espulsioni di Numan e Ortega, i ritmi calano e sembrano avvicinarsi i supplementari. Fino a un lampo di classe che probabilmente è il più limpido di tutto il torneo.

Siamo al novantesimo quando Frank De Boer lancia lungo dalla difesa. Sembra un tentativo senza pretese, ma Bergkamp aggancia il pallone sulla destra, evita la chiusura di Ayala quasi con un balletto e batte il portiere Roa con un esterno destro delizioso che manda l’Olanda tra le prime quattro proprio a 20 anni dal quel 1978.

Alla fine non andrà bene, visto il quarto posto finale, così come nel 2006, ancora in Germania, quando le due nazionali si ritroveranno nello stesso girone per quello che a oggi è il loro ultimo confronto. Passaggio del turno messo in ghiaccio già nelle prime due partite e a Francoforte ci si sfida per il primato, una sfida che termina senza reti e che fa sorridere l’Argentina, avanti per la differenza reti. La Selección eviterà il Portogallo, che farà fuori l’Olanda, ma non andrà oltre il quarto di finale contro la Germania padrona di casa.

Restano altre due amichevoli. La prima disputata nel marzo del 1999 all’Amsterdam ArenA, pronta a ospitare l’Europeo dell’anno dopo. Finirà 1-1, coi gol di Davids e Batistuta. Nel 2003, sullo stesso terreno, sarà invece ancora l’Olanda a prevalere, con una rete nel finale di Giovanni Van Bronkhorst.

Una curiosità sulle semifinali della nazionale Oranje, che sta per completare il trittico di big sudamericane affrontate nelle gare di accesso alla finalissima (considerato che negli anni Settanta vi si accedeva vincendo un girone). Nel 1998 toccò al Brasile, dal quale venne sconfitta ai calci di rigore nell’unica altra sua gara mondiale decisa dal dischetto con quella contro la Costa Rica, mentre quattro anni fa batté l’Uruguay con uno spettacolare 3-2. E adesso tocca all’Argentina, dunque, che ritrova la semifinale per la prima volta dopo la fine dell’era Maradona. Per lei sarà la quarta e finora le ha vinte sempre. Nel 1930 contro gli Stati Uniti e nel 1986 contro il Belgio non ebbe molti problemi, mentre nel 1990 contro l’Italia padrona di casa prevalse ai calci di rigore. Una serata magica per il portiere Sergio Goycochea, che respinse i tiri di Donadoni e Serena, ma tragica per tutti gli italiani presenti al San Paolo o davanti al televisore.