Storia e curiosità di Francia-Nigeria

Storia e curiosità di Francia-Nigeria

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 3127 volte

Confronto quasi inedito a livello di nazionali maggiori, quello tra Francia e Nigeria, incontratesi solo una volta in amichevole, nel giugno del 2009. Si gioca a Saint-Étienne in un clima di latente contestazione nei confronti del C.T. francese Domenech. La Francia mostra tutte le criticità che la porteranno l’anno dopo al fallimentare mondiale sudafricano cedendo di misura alle Aquile grazie alla rete alla mezzora di Akpala, al suo unico gol in nazionale. Un gol che più semplice non si potrebbe, dopo una doppia carambola tra il portiere transalpino Mandanda e il palo, su conclusione dalla distanza di Uche, col pallone ballonzolante sulla linea di porta e solo da appoggiare in rete.

Diversa la storia se al computo dei precedenti aggiungiamo anche quelli tra nazionali giovanili, ambito nel quale le due nazionali sono campioni del mondo in carica. L’anno scorso, infatti, la Francia ha riportato in Europa il titolo Under 20 a distanza di oltre due decenni dalla doppietta portoghese, mentre la Nigeria ha fatto suo quello Under 17 diventando la più titolata in assoluto nella categoria, con quattro trionfi.

Ed è proprio al mondiale Under 17 che si è giocata la sfida più importante tra galletti e aquilotti. Nel 2001, a Trinidad & Tobago, le due squadre iniziano il loro torneo scontrandosi tra di loro con la vittoria per 2-1 degli africani (inutile il gol dell’ex Liverpool Sinama-Pongolle). Passano entrambe il turno per poi ritrovarsi nella finalissima che non avrà storia, col netto 3-0 dei Petits Bleus. Aprirà le marcature ancora Sinama-Pongolle, capocannoniere e miglior giocatore del torneo, mentre nella ripresa allungheranno Anthony Le Tallec, passato anche lui senza grandi risultati da Anfield, e il trequartista Piètre, che avrà ancora meno successo degli altri due.

La vendetta nigeriana si manifesta sei anni dopo, ancora nella gara d’apertura e ancora per 2-1 con gol decisivo di Rabiu Ibrahim, che nonostante sia passato da Sporting Lisbona, PSV e Celtic non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel calcio che conta. Nonostante la sconfitta, la Francia passerà il turno, salvo cedere nei quarti alla Spagna che poi sarà la vittima proprio della Nigeria, al suo terzo titolo, nella finalissima.

L’unico precedente a livello di Under 20 sorride invece alla Francia, che nei quarti del torneo del 2011 si impone ai supplementari grazie alle reti della coppia del Lione, tuttora in rampa di lancio, Fofana e Lacazette. Per le Bleuets il cammino si interromperà però all’ostacolo successivo contro il Portogallo.

Francia favorita dunque, anche se contro le squadre africane in Coppa del Mondo ha un bilancio piuttosto insoddisfacente. Al comodo 3-0 in apertura di Francia 98 contro il Sudafrica, infatti, ha fatto seguito la sorprendente sconfitta nella gara inaugurale di quattro anni dopo. I galletti, arrivati da detentori del titolo iridato, persero contro i debuttanti assoluti del Senegal grazie alla rete di Papa Bouba Diop. Una sconfitta propedeutica alla loro precoce eliminazione, mentre l’ex colonia invece volava fino ai quarti di finale. A riportare in attivo il bilancio c’è la vittoria soffertissima sul Togo nel 2006. Partita sbloccata solo nella ripresa con Vieira ed Henry e che in caso di mancato successo avrebbe potuto pregiudicare il prosieguo del cammino dei Coqs, viceversa arrivati poi fino alla finalissima di Berlino. Il punto più basso è però l’1-2 subito in Sudafrica dai padroni di casa, soprattutto per il clima da guerra civile interna che aveva preceduto il match che sancì la nuova eliminazione dei transalpini al primo turno e la fine dell’era Domenech.

Per la regola dell’alternanza alla Francia spetterebbe ora una nuova vittoria, ma la Nigeria, campione d’Africa in carica, non dimentichiamolo, ha dimostrato in questo torneo di non farsi intimorire nemmeno dalle big. Contro l’Argentina, per esempio, quando ha ribattuto colpo su colpo alle reti di Messi. In più ha ritrovato contro la Bosnia la vittoria, anche se con un pizzico di fortuna, cosa che non le accadeva dal 1998, quando batté ed eliminò Spagna e Bulgaria per poi fermarsi proprio agli ottavi contro la Danimarca.

Ecco, se le Aquile hanno un tabù è proprio quello degli ottavi, ostacolo insormontabile nelle due occasioni nelle quali è stato raggiunto, sia in quel 1998, sia quattro anni prima, quando l’eliminazione arrivò in maniera ben più rocambolesca contro l’Italia di Baggio. Curioso, invece, lo score della Francia, che quando ha superato il primo turno, nella sua storia, è quasi sempre arrivata poi almeno in semifinale. Successe nel 1958, poi due volte negli anni Ottanta e infine nell’era Zidane, con un titolo e la finale persa contro gli azzurri di Lippi. L’unica eccezione risale alla preistoria, per la precisione al 1938 quando, superato il primo turno contro il Belgio cedette poi nei quarti contro l’Italia di uno scatenato Silvio Piola.