Storia e curiosità di Brasile-Olanda

Storia e curiosità di Brasile-Olanda

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 3752 volte

È il giorno della gara più malinconica di ogni edizione dei mondiali. Una gara che Van Gaal ha detto a chiare lettere di voler abolire, ma che comunque regala spesso tanti gol (dal 1978 ne sono stati segnati almeno 3 a partita e in generale solo in tre occasioni ce ne sono stati di meno).

L’Olanda torna a giocarla dopo 16 anni dal 1998, quando era reduce dalla sconfitta in semifinale proprio contro il Brasile. Seleçao che invece la giocherà per la quarta volta, seconda nella speciale classifica delle più presenti, dietro alla sola Germania a quota sei. Mancava all’appuntamento dal 1978, quando la marmelada peruana la costrinse a lasciare strada all’Argentina, prima di guadagnarsi la medaglia di bronzo con un 2-1 sull’Italia.

Per i brasiliani la malinconia sarà accentuata dal fatto di giocare in casa, una cosa già accaduta in tempi recenti a Italia e Germania, ma certo in maniera meno traumatica, visto che una vittoria larga come quella tedesca non si era mai vista in semifinale. Finora quelle più nette erano i 6-1 del 1930, dell’Argentina sugli Stati Uniti e dell’Uruguay sulla Jugoslavia, e quello del 1954 della stessa Germania sull’Austria.

Brasile-Olanda dunque. Finora ai mondiali si sono affrontate quattro volte e il risultato è di perfetta parità, con due vittorie a testa. La prima è olandese, nel 1974. L’Arancia Meccanica e il Brasile campione in carica si ritrovano nello stesso girone della seconda fase. Dopo due partite sono a punteggio pieno e lo scontro diretto serve a stabilire chi affronterà i padroni di casa tedeschi nella finalissima. La gara si decide nella ripresa, ma lo strapotere fisico e tattico dell’Olanda è netto. Segnano Neeskens, su assist di Cruyff, e poi lo stesso Papero d’oro, che mette il sigillo su quello che sembra un passaggio di testimone. La Germania non sarà dello stesso parere.

Per la rivincita i brasiliani devono aspettare gli anni Novanta, ma quelli sono tutti loro. Nel 1994, ai quarti di finale, va in scena un secondo tempo da spellarsi le mani con gli applausi. Romário e Bebeto sembrano chiudere la pratica grazie alle larghe maglie della retroguardia oranje, ma l’attaccante del Deportivo La Coruña sta ancora cullando idealmente il suo figlio neonato che Bergkamp accorcia le distanze riaprendo tutto. A un quarto d’ora dal termine Winter inzucca alle spalle di Taffarel ed è tutto da rifare, ma i verdeoro ci mettono solo cinque minuti a riportarsi in vantaggio, stavolta definitivamente. Devono ringraziare Claudio Branco, che si guadagna una punizione a trenta metri dalla porta e la insacca all’angolino grazie anche a una finta da contorsionista di Romário, che si trovava sulla traiettoria. L’esito sarà lo stesso quattro anni dopo, nella già citata semifinale di Marsiglia. Ancora 0-0 nel primo tempo e gol concentrati nella ripresa, col vantaggio immediato di Ronaldo e il pareggio in extremis di Kluivert, attuale assistente di Van Gaal. Ai rigori Taffarel si travestirà da eroe, stoppando le conclusioni di Cocu e Ronald De Boer e portando i suoi in finale.

La contro-vendetta olandese è maturata quattro anni fa, nel quarto di finale del mondiale sudafricano. Gara da ricordare per Sneijder, autore della doppietta del sorpasso dopo il vantaggio di Robinho. Da dimenticare invece per Júlio César, colpevole su entrambi i gol subiti, e soprattutto per Felipe Melo, la cui espulsione per un bruttissimo intervento su Robben di fatto porrà termine al tentativo di rimonta brasiliano e alla sua esperienza in nazionale.

L’unica altra vittoria dei tulipani è il primo confronto in assoluto tra le due nazionali, datato 1963. Nonostante non sia ancora la squadra che stupirà il mondo nel decennio successivo e nonostante il Brasile sia campione del mondo in carica e abbia in campo sua maestà Pelé, all’Olimpico di Amsterdam decide Peter Petersen, anonimo attaccante dell’Ajax che oltre a quella disputerà solo altre tre partite in nazionale.

Nelle successive amichevoli arrivano tanti pareggi, compreso lo 0-0 dell’ultimo rendez vous, nel 2011, e due vittorie dei brasiliani, che nel 1989 riescono a imporsi per l’unica volta in trasferta, a Rotterdam. In campo ci sono tanti dei protagonisti del quarto di finale di USA 94, ma la sfida la decide nella ripresa Careca, che pochi mesi dopo trascinerà, insieme a Maradona, il Napoli al suo secondo scudetto. Se vincerà il Brasile, che di certo non vorrà dare un altro dispiacere ai suoi tifosi dopo la figuraccia epocale fatta con la Germania, interromperà la serie di terzi posti europei, giunta a quota 8. È proprio dal quel 2-1 all’Italia del 1978 che vincono sempre formazioni del Vecchio Continente. Anzi, si è trattato quasi sempre di derby, con le uniche eccezioni nel 2002, con la Corea del Sud, e quattro anni fa, con l’Uruguay.