Storia e curiosità di Argentina-Svizzera

Storia e curiosità di Argentina-Svizzera

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 2513 volte

Svizzera mai vincente nei sei precedenti con l’Argentina. I rossocrociati sognano di riuscirci nell’occasione più importante, alla ricerca di un posto tra le prime otto che manca loro dal mondiale casalingo del 1954. Certo, non bastasse la tradizione sfavorevole, c’è anche la componente tecnica a consegnare il ruolo di favorita all’Albiceleste, qualificatasi ai quarti nelle ultime due edizioni, dopo il fallimento del 2002, e a caccia di una semifinale che manca dal 1990 e che dunque non ha più raggiunto dall’addio di Maradona.

Il primo confronto in assoluto tra le due formazioni è anche l’unico “mondiale”. Risale al 1966, nell’ultima gara del girone iniziale, e l’Argentina si impone comodamente per 2-0 mettendo al sicuro la qualificazione. Le reti sono di Luis Artime, tra i migliori bomber del periodo col suo score di 24 reti in 25 presenze in nazionale, e di Ermindo Onega, bandiera del River Plate. Quella sarà l’ultima partita in Coppa del Mondo della Svizzera per lungo tempo. La nazionale dei cantoni dovrà infatti aspettare quasi 30 anni per riaffacciarsi nella massima competizione internazionale. Lo farà a USA 94 sotto la guida di Roy Hodgson.

Nel mezzo affronterà la Selección in tre amichevoli. Da dimenticare la prima, disputata a Cordoba nel 1980, un 5-0 che mette a nudo la pochezza del movimento elvetico del periodo, nobilitato dalle magie di Maradona, su tutte la rabona che regala l’assist per l’1-0 a Roberto Diaz, attaccante dell’Estudiantes. Nella rivincita di Berna di quattro anni dopo l’esito è poco diverso, visto che i sudamericani si impongono per 2-0. Segna anche un giovanissimo Oscar Dertycia, che nel 1989 arriverà alla Fiorentina finendo per essere una delle tante meteore degli anni Ottanta, colpa anche di un infortunio a metà stagione.

Nel maggio del 1990, a pochi giorni dal mondiale italiano, la Svizzera riesce finalmente a uscire imbattuta da un confronto con gli argentini, campioni del mondo uscenti e di lì a poche settimane issatisi fino alla finalissima di Roma. A conferma dei miglioramenti del loro calcio, gli elvetici trovano il pareggio allo scadere con Kubilay Turkylmaz, uno dei precursori della Svizzera melting pot di origini e culture diverse che vediamo in campo da qualche anno a questa parte. Il futuro attaccante del Bologna rimedia al vantaggio di Abel Balbo, che vista la sua ultradecennale carriera italiana non ha bisogno di presentazione.

Quasi 20 anni per un nuovo pareggio, stavolta a Basilea. Nel 2007 le squadre hanno ovviamente nuovi protagonisti. L’Argentina presenta un tridente formato da Messi, Tévez e Crespo ed è proprio l’Apache juventino a portare in vantaggio i suoi con un bel colpo di testa in tuffo su cross dalla sinistra della Pulce. Anche stavolta la Svizzera rimedia, grazie a Marco Streller, ma soprattutto a qualche indecisione di troppo della retroguardia sudamericana. Gli svizzeri faranno bene a sperare in una difesa poco attenta anche oggi e magari che Messi non sia quello dell’ultimo confronto, datato 2012, quando a Berna mise a segno una tripletta solo parzialmente mitigata dal gol della bandiera di Shaqiri.

Gli uomini di Hitzfeld faranno bene anche a non pensare al fatto che sì, hanno appena battuto l’Ecuador, ma che a parte questa fresca vittoria, in Coppa del Mondo hanno sempre perso contro formazioni sudamericane. Non può dormire sonni tranquilli nemmeno la Selección però, considerando che nel dopoguerra, nelle fasi a eliminazione diretta, è stata eliminata soltanto da formazioni europee. L’Inghilterra nel 1966, la Germania nella finale del 1990, la Romania nel 1994, l’Olanda quattro anni dopo e ancora due volte i tedeschi negli ultimi due tornei. Il papa argentino, insomma, farà bene a essere prudente mentre guarderà la partita in compagnia delle sue guardie svizzere.