Le grandi sfide tra Italia e Inghilterra

Le grandi sfide tra Italia e Inghilterra

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1414 volte

Italia-Inghilterra è una partita speciale con precedenti speciali. Riviviamo i più significativi.

Roma 13 maggio 1933 - Italia-Inghilterra 1-1

La prima volta non si scorda mai. Impegnata nella Coppa Internazionale, l’Italia di Pozzo trova il tempo di affrontare per la prima volta i maestri inglesi sul campo dello Stadio del PNF, l’antenato dell’attuale Flaminio, appena ampliato in vista dei successivi mondiali. Gli inglesi sono disposti in campo per la prima e ultima volta da Herbert Chapman, leggendario tecnico dell’Arsenal che quindi è il primo allenatore professionista a sedersi sulla panchina di una nazionale. Non può scegliersi gli uomini però, e forse per questo i bianchi vanno subito in difficoltà di fronte all’ardore degli azzurri, a segno dopo quattro minuti con Giovanni Ferrari. Pareggerà col suo primo gol in nazionale Cliff Bastin, bandiera dei Gunners nei quali giocherà per quasi 20 anni fino al 1947.

Londra 14 novembre 1934 - Inghilterra-Italia 3-2

Il giorno dei leoni. L’Italia fresca campione del mondo fa visita nella tana di Highbury all’Inghilterra, che festeggia i 70 anni della Football Association, e la gara si trasforma presto in battaglia. Il portiere dell’Inter Ceresoli sventa un calcio di rigore al primo minuto. Poco dopo il centravanti Ted Drake, uomo da oltre 120 gol in 160 partite nell’Arsenal, causa una frattura al piede di Monti. Luisito resta stoicamente in campo ma di fatto è di intralcio e gli inglesi si portano sul 3-0 al dodicesimo. Il pubblico vuole la goleada, ma una volta tolto lo sconsolato Monti, Pozzo ridisegna la squadra che finisce senza altri danni il primo tempo, anche perché cominciano a volare colpi proibiti pure da parte azzurra, tanto che il capitano inglese Hapgood deve lasciare il campo col naso rotto. Nella ripresa Meazza suona la carica con una doppietta, ma la rimonta si ferma quando nel finale Orsi sfiora quello che sarebbe stato un incredibile pareggio. Per i tifosi italiani, entusiasmati anche dalla radiocronaca di Nicolò Carosio, è comunque una vittoria.

Torino 16 maggio 1948 - Italia-Inghilterra 0-4

Il giorno più brutto. La guerra è finita da poco, le due squadre si erano affrontate anche nel 1939 nell’unico precedente disputato a Milano e terminato sul 2-2 con il leggendario gol di Piola in rovesciata con un tocco di mano. Ora, pur potendo contare sul blocco del Grande Torino, Vittorio Pozzo appare in difficoltà, non abituato a usare lo schema di gioco che ormai va per la maggiore, il Sistema, di marca proprio inglese, piuttosto che il suo amato e più difensivo Metodo. Ci si mette anche la sorte, con la rete dopo quattro minuti di Mortensen praticamente dalla linea di fondo, un tipo di gol che da lì in poi porterà sempre il suo nome. L’esterno, scatenato, servirà poi altri due assist nel poker di gol inglese, mentre gli italiani saranno fermati da una prestazione insufficiente dei centrocampisti e dalla traversa che nega il gol a Gabetto sul 2-0. La peggiore sconfitta italiana contro l’Inghilterra sarà una pietra tombale sull’epoca di Pozzo, defenestrato definitivamente dopo le fallimentari Olimpiadi di poche settimane dopo. Poi arriverà Superga a cancellare il Torino e a spegnere ogni sogno di gloria. Ai successivi mondiali l’Italia uscirà subito, ma insieme a lei anche l’Inghilterra, umiliata dagli Stati Uniti.

Londra 14 novembre 1973 - Inghilterra-Italia 0-1

La caduta di Wembley. Nel 1959 l’Italia era riuscita finalmente a tornare imbattuta da Wembley, un 2-2 a sorpresa firmato da Sergio Brighenti e Amos Mariani, coppia d’attacco del miracoloso Padova di Nereo Rocco. Dopo di allora non ci saranno altre occasioni di far visita agli inglesi, fino al 1973. Nel mezzo un’altra sconfitta casalinga, nel 1961, stavolta per 3-2 a Rom. Il gol decisivo lo firmerà Jimmy Greaves, che di lì a qualche settimana sarebbe sbarcato al Milan per segnare 10 gol in altrettante partite e poi venire rispedito a casa da Rocco, insofferente verso la sua poca disciplina tattica. 1973 dunque. In quell’anno la FIGC compie 75 anni e si decide di festeggiarli ospitando gli inglesi a Torino, per poi far loro visita a fine anno. A giugno, nel caldo del capoluogo piemontese, matura la prima vittoria italiana. Valcareggi schiera una formazione che è una via di mezzo tra i veterani reduci dal mondiale messicano e le nuove leve come Fabio Capello, che sigla il 2-0 finale dopo il vantaggio di Anastasi. E sarà proprio il regista juventino pochi mesi dopo a entrare nella storia. A novembre, infatti, si replica a Wembley e finalmente gli azzurri si vendicano della sconfitta di 39 anni prima violando il tempio del calcio inglese con un suo gol, su cross dalla sinistra di Chinaglia. Per l’Italia, che imposta la gara sul contropiede, un successo che rompe un tabù e che conferma l’imbattibilità della difesa. Dino Zoff è infatti avviato a stabilire il record di minuti senza gol subiti in nazionale, record ancora oggi imbattuto.

Torino 15 giugno 1980 - Italia-Inghilterra 1-0

Successo nel silenzio. Dagli anni Settanta iniziano le sfide ufficiali. Nel 1976 gli inglesi avevano avuto la meglio al Torneo del bicentenario degli Stati Uniti, un 3-2 con rimonta dopo la doppietta di Ciccio Graziani. L’Italia, passata ora a Bearzot, si rifà a novembre nell’andata delle qualificazioni al mondiale di due anni dopo. Un 2-0 netto contro un’Inghilterra rinunciataria, firmato da una punizione di Antognoni, con deviazione in barriera di Keegan, e raddoppio di Bettega con uno spettacolare tuffo di testa. Ai Leoni non resterà che un pallido ruggito al ritorno, con le reti dello stesso Keegan e della bandiera del West Ham Trevor Brooking. Per la differenza reti il primo posto del girone e il biglietto per Buenos Aires sarà dell’Italia. Due anni dopo quel mondiale, l’Italia ospita l’Europeo e finisce nel girone con gli inglesi. Dovrebbe essere una festa, ma il pubblico diserta gli stadi disgustato dallo scandalo scommesse scoppiato poche settimane prima. Gli azzurri sono opachi come il contorno, ma proprio contro gli inglesi centrano la loro unica vittoria grazie a una rete di Tardelli nel finale. Chiuderanno quarti.

Bari 7 luglio 1990 - Italia-Inghilterra 2-1

Vittoria e lacrime. L’Italia continua a restare imbattuta contro gli inglesi, sia nel 1985 a Città del Messico (successo per 2-1, con reti di Bagni e Altobelli, durante un torneo disputato per testare le strutture in vista del mondiale successivo), sia a Wembley nel 1989 con uno 0-0. Nel luglio dell’anno successivo, invece, le due formazioni si incontrano a Bari per la più malinconica delle partite, la finale per il terzo posto di un mondiale che entrambe si erano appena viste sfuggire ai calci di rigore. A Roberto Baggio risponderà David Platt, un futuro in Italia passando proprio dal capoluogo pugliese, mentre il gol vittoria lo firmerà allo scadere Schillaci, diventando così capocannoniere in solitaria. Per tornare al successo l’Inghilterra dovrà aspettare il Tournoi de France del 1997, un 2-0 firmato da Ian Wright e Paul Scholes decisivo per la vittoria della competizione. La gara si disputerà in mezzo a quelle valide per la qualificazione proprio per Francia 98, con l’Italia nuovamente vincente a Wembley grazie stavolta alla rete di Zola e gli inglesi che si vendicheranno strappando un pareggio senza reti all’Olimpico e costringendo gli azzurri di Cesare Maldini allo spareggio con la Russia.

Kiev 24 giugno 2012 - Italia-Inghilterra 0-0 (4-2)rig

Catenaccio all’inglese. Dal 2000 in poi, altri due successi italiani in amichevole. Il primo firmato da Gattuso a Torino, il secondo a Leeds, dunque ancora una volta a casa loro, grazie alla doppietta di Montella che vanifica la rete di Fowler. Siamo nel 2002 e da allora passano dieci anni senza scontri diretti, fino ai quarti dell’Europeo del 2012 in Ucraina. A Kiev i luoghi comuni si invertono, l’Italia di Prandelli fa la partita e l’Inghilterra di Roy Hodgson si chiude a riccio, conscia della superiorità degli azzurri e parecchio sulle gambe fisicamente. Bisogna però andare ai calci di rigore per dirimere la questione e alla fine risultano decisivi gli errori dei due Ashley, Young del Manchester United e Cole del Chelsea, per permettere a Diamanti di realizzare il tiro decisivo e mandare avanti i suoi. A metà agosto, infine, l’Inghilterra tornerà al successo in un’amichevole disputata a Berna e giocata da squadre imbottite di esordienti e seconde linee.