Secondo tempo spettacolare per un pareggio che scontenta tutti

Secondo tempo spettacolare per un pareggio che scontenta tutti

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1971 volte

LE FORMAZIONI - Joachim Low mantiene intatta la formazione che ha schiantato il Portogallo e non potrebbe essere altrimenti. Recupera pure Hummels, uscito durante la gara precedente per un infortunio. Ben diversa la situazione di Kwesi Appiah e del suo Ghana dopo la sconfitta con gli Stati Uniti. Il tecnico si ricrede e da spazio dal primo minuto a Kevin Prince Boateng, sacrificando Jordan Ayew, parecchio deludente, spostando suo fratello André a sinistra e Atsu a destra. Cambia anche in difesa, dove il terzino destro Opare non è al meglio e viene rimpiazzato da Afful, e in porta, preferendo Dauda a Kwarasey.

INTENSITÀ GHANESE E TECNICA TEDESCA- Come prevedibile è il pressing degli africani il protagonista dei primi minuti di gara. La Germania tiene palla e fa valere la sua tecnica, ma di fatto per i primi venti minuti non impegna mai il portiere avversario. Anzi è Neuer il primo a scaldare i guantoni su una conclusione dal limite di Atsu, potente ma centrale. A questo punto i tedeschi capiscono che è inutile cercare di sfondare centralmente dove la fisicità dei ghanesi ha la meglio e che tanto vale provare ad allargare il gioco sulle fasce. Sale in cattedra Ozil che sulla destra approfitta di qualche amnesia di troppo di Asamoah servendo due ottimi palloni prima a Khedira, che conclude debolmente, e poi a Muller, anticipato con affanno da Boye. Capita anche che a furia di cercare l’affondo decisivo ci si scopra troppo, ma per fortuna degli uomini di Low alle Black Stars manca sempre l’ultimo passaggio, soprattutto quando sulla destra la palla finisce al terzino Afful. Ci prova però dalla distanza il milanista Muntari, che ancora una volta costringe Neuer alla respinta di pugno per evitare problemi. Dall’altra parte è sempre Ozil il migliore dei suoi. Un altro suo cross verso Muller, stavolta dalla sinistra, viene nuovamente intercettato dalla difesa e poi ci prova in proprio, trovando però un attento Dauda. Il primo tempo si chiude dunque senza reti e senza grandissime occasioni, ma il pubblico gradisce che si giochi a buon ritmo.

INIZIO PIROTECNICO - Quello che era mancato nel primo tempo arriva nella ripresa. Low deve sostituire il suo Boateng, inserendo come terzino destro il sampdoriano Mustafi, ma non sembra pagare minimamente il rimpiazzo obbligato, visto che al quinto minuto trova il gol del vantaggio come un fulmine a ciel sereno. Cross dalla destra di Muller che sembra senza pretese, ma Afful e Boye si addormentano e in mezzo a loro spunta Gotze che spedisce in rete con molta fortuna, visto che colpisce male di testa mandandosi la palla sul ginocchio. Il gol è una scarica di adrenalina nelle vene dei ghanesi, che con la sconfitta sanno di essere eliminati e si gettano in avanti. Subito dopo che Appiah ha spedito in panchina anche il suo Boateng, ritornando sui suoi passi inserendo Jordan Ayew, ecco il pareggio. Azione simile al gol tedesco, ma stavolta la difesa tedesca è ancora più colpevole perché totalmente allineata sul traversone dalla destra. Mertesacker non ci arriva e Mustafi dimostra di non essere entrato in gara facendosi malamente anticipare da André Ayew che insacca alla destra di Neuer.

SPETTACOLO A FORTALEZA - Il pareggio scatena ancora di più l’entusiasmo dei brasiliani d’Africa, trascinati anche dal pubblico che è tutto dalla loro parte. Il pressing furioso mette in seria difficoltà i portatori di palla tedeschi e sull’ennesima palla recuperata Asamoah Gyan parte in velocità sulla destra, passando in mezzo ai distratti Mertesacker e Hummels, per poi freddare Neuer con un bel diagonale. La Germania sbanda paurosamente, prima su un contropiede di Jordan Ayew che sulla sinistra si intestardisce nel tentare la conclusione personale e poi con suo fratello che sfiora la doppietta di testa solo davanti alla porta ancora un cross dalla sinistra. Low corre ai ripari inserendo la geometria a centrocampo di Schweinsteiger e il killer instinct di Klose in mezzo all’area. Basta un minuto per venirne ripagato, quando su un corner guadagnato da Schweini, Howedes spizza di testa e sul secondo palo spunta proprio lui, Miroslav Klose, che insacca raggiungendo Ronaldo a quindici reti come primo goleador di tutti i tempi in Coppa del Mondo.

Gli ultimi venti minuti sono un inno al calcio. Le due squadre cercano la vittoria con continui ribaltamenti di fronte. Appiah inserisce forze fresche a centrocampo con Wakaso e l’udinese Badu, ma è la Germania a sfiorare maggiormente la rete, prima con un bel cross di Klose per Muller, respinto, poi ancora col capocannoniere degli scorsi mondiali, anticipato alla disperata da Asamoah. Non da meno i ghanesi, soprattutto con lo scatenato Asamoah Gyan che sulla destra si prende gioco di Hummels e crossa al centro per Jordan Ayew, finito in fuorigioco. Ancora Gyan ci prova con una conclusione personale, mandando di poco a lato, come Klose sul susseguente ribaltamento di fronte. Si perde il conto delle occasioni in un finale al cardiopalma che però non regala altri gol. Un pareggio che conferma l’idiosincrasia dei tedeschi alla seconda partita dei mondiali, mentre tiene accesa una tenue fiammella di speranza per il Ghana, legata ora al risultato dell’altra partita del girone e poi a un successo sul Portogallo.

Germania (4-3-3): Neuer; J.Boateng (46’ Mustafi), Mertesacker, Hummels, Howedes; Khedira (69’ Schweinsteiger), Lahm, Kroos; Ozil, Muller, Gotze (69’ Klose). Allenatore: Low.

Ghana (4-2-3-1): Dauda; Afful, Boye, Mensah, Asamoah; Muntari, Rabiu (78’ Badu); Atsu (74’ Wakaso), K.Boateng (53’ J.Ayew), A.Ayew; Gyan. Allenatore: Appiah.

Arbitro: Sandro Ricci (Brasile)

Marcatori: 51’ Gotze, 54’ A.Ayew, 63’ Gyan, 71’ Klose.

Ammoniti: Muntari.