Di Maria piega la Svizzera al 118', Argentina ai quarti

Di Maria piega la Svizzera al 118', Argentina ai quarti

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Michele Pavese Twitter:  articolo letto 1588 volte

Argentina come Brasile e Germania. Anche l'Albiceleste passa ai quarti dopo 120' sofferti, ma come i tedeschi non ha bisogno dei penalty per avere la meglio su una stoica Svizzera, beffata dal gol di Di Maria al 117' e dall'assurdo palo colpito tre minuti dopo da Dzemaili, che avrebbe portato i rossocrociati a giocarsela meritatamente ai calci di rigore.

Non è esattamente la partita piacevole e divertente che ci aspettavamo. Le squadre si temono, chiudono tutti gli spazi e si accendono a sprazzi. Sabella cambia dopo un quarto d'ora la posizione degli esterni d'attacco. Di Maria, in grande difficoltà contro Lichtsteiner, viene spostato a destra, mentre Lavezzi passa a sinistra: chiaro il segnale di voler sfruttare l'uno contro uno e il movimento a rientrare, in cerca di una conclusione da fuori area. Gli elvetici sono attenti, precisi e pratici. Inler e Behrami davanti alla difesa costituiscono una diga invalicabile, recuperano palloni, impostano e mordono le caviglie avversarie. Messi e Di Maria, le uniche due fonti di gioco dell'Albiceleste, subiscono il raddoppio sistematico dell'esterno di riferimento. Djourou guida la difesa con grande personalità, Rodriguez è perfetto nei duelli con i dirimpettai sulla sua fascia di competenza.

Dopo 27' in cui prevale un grande equilibrio, arriva il primo acuto. Il protagonista più atteso (insieme a Messi, ovviamente), Xherdan Shaqiri, si accende all'improvviso sull'out di destra: dopo aver saltato due avversari, arriva sul fondo e appoggia indietro per l'accorrente Xhaka, appostato all'altezza del dischetto. Il tiro del centrocampista è basso e centrale, Romero respinge con facilità.

L'Argentina fa come al solito una fatica bestiale a costruire azioni degne di nota, a meno che Messi non trovi lo spunto giusto e si incarichi lui stesso di far partire la manovra offensiva. Così è ancora la Svizzera a rendersi pericolosissima al 39', quando Shaqiri inventa un'apertura di esterno sinistro a smarcare Drmic. La palla sembra lunga, Romero però è indeciso sul da farsi e alla fine rimane a metà strada. L'attaccante in maglia rossa cerca un improbabile cucchiaio, dall'esito inguardabile.

Ritmi un po' più alti nella ripresa, ma le squadre continuano ad annullarsi. I sudamericani pareggiano in 5' minuti le occasioni avute dagli svizzeri nella prima frazione: prima Benaglio manda in corner un colpo di testa di Higuain (che si vede per la prima - e unica - volta dopo oltre un'ora) con uno strepitoso colpo di reni; poi Messi controlla e tira in un fazzoletto dal limite, ma il pallone non si abbassa a sufficienza e termina alto sulla traversa. Gioca meglio l'Argentina, che a tratti chiude gli europei nella loro metà campo e cerca con insistenza il varco giusto. Benaglio si supera ancora su Messi, dopo che la Pulga aveva seminato il panico nella difesa. È sempre Messi a prendere per mano i suoi e a tentare di scardinare la resistenza della Svizzera con azioni personali. Il gol-vittoria non arriva nemmeno con l'ingresso di Palacio: non è proprio il Mondiale degli attaccanti, soprattutto quelli argentini, anche se sembra un controsenso, visto il parco di cui dispone Sabella. Al 90' è 0-0, dopo una partita vibrante, combattuta, equilibrata.

Nei supplementari meglio la Svizzera. I giocatori di Hitzfeld arrivano primi su ogni pallone e mettono in mostra buone doti di palleggio. Tuttavia, il dominio territoriale si rivela improduttivo. L'Argentina, che soffre fisicamente, spreca qualche buon contropiede. Si combatte contro gli avversari, il caldo e la stanchezza. Al 109' Di Maria (piuttosto evanescente) tira all'incrocio, Benaglio è strepitoso a dire no e mettere in corner. Il giocatore del Real ha ancora energie da spendere ed è cercato con insistenza dai compagni di squadra. Al 118' questa fiducia viene ripagata: Messi si fa 30 metri palla al piede dopo un recupero di Palacio e serve Di Maria: sinistro chirurgico e palla in rete sul palo lungo. Partita finita? Neanche per sogno: la Svizzera non è morta e al 121' potrebbe portare il match ai rigori. Shaqiri trova Dzemaili tutto solo in area, clamoroso il palo del centrocampista del Napoli da mezzo metro, poi rimpallo sulla coscia e sfera ancor più incredibilmente fuori. Benaglio diventa attaccante aggiunto, Di Maria da centrocampo sfiora la doppietta a porta vuota, l'ultima occasione è una punizione dal limite (125') che Shaqiri spedisce sulla barriera.