Argentina, buona la prima: Messi ed un autorete stendono la Bosnia al Maracanã

Argentina, buona la prima: Messi ed un autorete stendono la Bosnia al Maracanã

© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
 di Michele Pavese Twitter:  articolo letto 1095 volte

L'Argentina conquista il Maracanã. La formazione di Sabella batte per 2-1 la Bosnia e vola momentaneamente in testa al Gruppo F, in attesa di Iran-Nigeria. La Bosnia, alla prima assoluta in un Campionato del Mondo, ha venduto cara la pelle, dimostrando di potersela giocare alla pari contro avversari di rango superiore. Il gol decisivo è stato realizzato da Leo Messi, per una serata profeta nel tempio del calcio brasiliano, nonostante una prestazione non proprio da incorniciare.

Dopo soli tre minuti, l'Argentina passa in vantaggio grazie ad una sfortunata autorete di Kolašinac: Messi calcia dal lato corto sinistro dell'area. il pallone carambola sul ginocchio del terzino bosniaco e termina alle spalle di un incredulo Begovic.

È un battesimo da incubo per i Dragoni. I ragazzi di Susic, però, non sono atterrati in Brasile per recitare il ruolo della comparsa. La Bosnia è una squadra con ottime individualità e giocatori di caratura internazionale. Dopo un quarto d'ora di assestamento, che serve a sciogliere la tensione e l'emozione, la squadra comincia a guadagnare metri. Il più ispirato sembra essere Misimovic. Anche Dzeko si dà un gran da fare, svariando su tutto il fronte d’attacco per non dare punti di riferimento ai difensori argentini e favorire gli inserimenti dei centrocampisti, che però non arrivano sempre puntuali. Al 35', il centravanti del City decide che è ora di iscriversi alla partita, e lascia partire un gran sinistro dal limite dell'area che però termina alto. Il finale di tempo è tutto di marca bosniaca: Romero deve superarsi a cinque minuti dall’intervallo su colpo di testa di Lulic, bravo a smarcarsi in area sugli sviluppi di un corner calciato da Pjanic. È l'ultimo sussulto di un primo tempo tutt'altro che emozionante.

Sabella opera degli accorgimenti tattici all'intervallo: Higuain e Gago prendono il posto di Campagnaro e di uno spento Maxi Rodriguez. L'Argentina passa dal 3-5-2 al 4-3-1-2, con Messi alle spalle del Pipita e di Aguero. La mossa del Ct si rivela azzeccata, perchè rivitalizza Messi e rende più veloce la manovra. Così, l'impalpabile (fino a quel momento) numero 10 del Barcellona decide che è ora di mettere la sua firma su questo Mondiale, e al 65' trova il raddoppio con un gol dei suoi: partenza da centrocampo, scambio rapido con Higuain e sinistro imprendibile sul palo lungo. Il 2-0 è un macigno sulle spalle della Bosnia, ma l'Argentina si rilassa troppo presto e spreca diversi contropiedi. Il Dio del calcio si sa, non perdona: a cinque minuti dalla fine, Ibisevic, entrato un quarto d'ora prima al posto di Mujdza, accorcia le distanze, segnando il primo, storico gol della Bosnia in una edizione del Mondiale. Il bomber dello Stoccarda prende alle spalle Fernandez e batte Romero con un tiro non irresistibile che passa sotto le gambe dell'estremo difensore del Monaco. La Bosnia ci crede, mentre Sabella corre ai ripari togliendo Aguero ed inserendo Biglia. Messi ha l'occasione per il 3-1 in pieno recupero, ma tira sull'esterno della rete dopo un contropiede veloce orchestrato da un instancabile Di Maria. Dopo 3 interminabili minuti di recupero, Aguilar fischia la fine delle ostilità. Boccata d'ossigeno per l'Argentina, che ottiene tre punti fondamentali per il primato nel girone, soffrendo però più del previsto.